Don Cantini: colpevole e prescritto, la diocesi non ci sta

Botta e risposta tra la procura di Firenze e la Curia toscana in merito alla vicenda dell’archiviazione dell’iter giudiziario su Lelio Cantini, per sopraggiunta prescrizione dei reati di pedofilia di l’ex sacerdote è considerato responsabile fino al 1993. Martedì il periodico delle diocesi locali Toscana Oggi aveva definito il decreto di archiviazione come condanna «impropria», pronunciata «senza processo». Nel decreto si faceva riferimento a comportamenti omissivi da parte delle autorità religiose e a una «lunga inerzia» che aveva consentito a don Cantini, di proseguire nella sua condotta. Nella richiesta del pm, si legge nella nota di risposta emessa ieri dal procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, è contenuto «l’elenco dei singoli elementi di prova acquisiti nel corso delle indagini in merito alla sussistenza dei fatti addebitati all’indagato ed alle condotte di terze persone unitamente ai motivi per cui non è stato possibile esercitare l’azione penale, o per estinzione del reato per prescrizione (fatti addebitati al Cantini), o per mancanza di querela (fatti relativi alle asserite minacce ricevute da alcune parti offese ed agli abusi sessuali patiti da persona compiutamente identificata)». f.t.

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