«Gli addetti ai lavori inglesi eleggono l’immagine sexy e ironica della campagna Wonderbra del ’94 come manifesto promozionale più “iconico” di tutti i tempi. La Herzigova fu tra le prime testimonial a diventare star. Ma guardando le Belen e socie dei nostri giorni, quei cartelloni di 17 anni fa provocano perfino nostalgia…». Così recita l’occhiello di un articolo dal titolo “Le pubblicità che lasciano il segno” firmato da Claudia Morgoglione per la versione on line del magazine D di Repubblica. Al pezzo della giornalista è poi associata una galleria di immagini relative ai cartelloni pubblicitari più azzeccati. In tutti, ovviamente, protagonista è una parte anatomica femminile. Della Herzigova, appunto, o di Belen Rodriguez, di Megan Gale o di Charlize Teron e così via. C’è anche Jodie Foster, la bellissima detective de “Il silenzio degli innocenti”, immortalata nel celebre spot della crema solare Coppertone risalente alla fine degli anni 60. Dice, quanto sei moralista. Che c’è di male? Ipotizzo, la didascalia sotto la foto: «Non c’è niente di più intramontabile del binomio tra il mondo dell’advertising e la bellezza, il fascino, il sex appeal femminile». Di una bimba di tre anni?

