Nuova suprema congregazione del Sant’Uffizio, Crimen sollicitationis (marzo 1962)
Firmato dal cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da Giovanni XXIII, il Crimen sollicitationis è un documento emesso nel 1962 dalla Nuova suprema congregazione del Sant’Uffizio (già Inquisizione e attuale Congregazione per la dottrina della fede), che sancisce la competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi delitti tra cui «la violazione del Sesto comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 16 anni».,Il documento, mai pubblicato negli “Acta Apostolicae Sedis” (la gazzetta ufficiale vaticana) e indirizzato a «tutti i patriarchi, arcivescovi, vescovi e altri membri del clero dei luoghi “anche di rito orientale”», contiene le «Istruzioni sulla procedura nelle cause di molestia» da «conservarsi diligentemente nell’archivio segreto della curia in rapporto alla norma interna da non pubblicare e da non accrescere con alcun commento». Pena la scomunica, anche per le vittime che avessero denunciato i violentatori in tonaca a un’autorità giudiziaria “civile”: nessun religioso che viene a conoscenza di crimini pedofili commessi da “colleghi” è autorizzato a denunciarli altrove. In una parola: omertà. Per quarant’anni il Crimen sollicitationis è rimasto sconosciuto, protetto dall’imposizione di assoluta segretezza che ricade anche sulla conoscenza della reale dimensione degli abusi subiti da bambini e bambine in ogni angolo del Pianeta per mano di suore e sacerdoti cattolici.
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